Che fare nelle domeniche di novembre, adesso che si è conclusa la stagione escursionistica 2009? Dedicarsi ad un sano ozio casalingo o rimettere gli scarponi ai piedi e percorrere nuovi sentieri, affrontare erte salite e successive ripide discese, in attesa di gratificanti uscite sulla neve?
Per molti dei baldi escursionisti Sat non c’è dubbio alcuno: si va, sempre e comunque, con unica eccezione il giorno di Natale e forse Capodanno, attivi e scattanti…
Ma noi, l’husband ed io, di solito approfittiamo del mese e mezzo di pausa (la nuova stagione riprenderà il 10 gennaio!) per attività assai più tranquille, qualche bella dormita domenicale (il consorte), qualche visita a parenti, un’intensa attività dolciaria pre-natalizia, alternate ad una ridotta attività motoria con brevi escursioni se la giornata lo permette…
Così, mentre domenica scorsa ci siamo dedicati al periplo dei due laghi dell’altopiano di Piné, ieri mattina, ad un’ora insolitamente tarda, le 10, siamo partiti da Trento alla volta del monte Stivo, alle cui pendici abbiamo compiuto una breve escursione.
Eravamo in tre, l’husband, io e l’amico Pierino che, il prossimo aprile, condurrà le “truppe” della Sat lungo queste contrade, ad affrontare di buon passo il percorso stabilito. Temperatura clemente, un pallido sole, una densa foschia che saliva dal vicino lago di Garda, una strada in gran parte pianeggiante, boschi quasi spogli, prati con alberi dal giallo fogliame, macchie di rosso in lontananza, questo lo scenario. Silenzio e fruscio delle foglie sotto i nostri scarponi e noi, gli unici “padroni” del territorio.
Abbiamo camminato circa quattro ore, con una breve pausa per il frugale pasto on the road, qualche minuto per le rituali foto del consorte con noi in veste di “fotomodelli” e alle 15.30 eravamo di ritorno alla macchina, evitando in tal modo il rapido calo della temperatura.
E, nel viaggio di ritorno verso casa, una doverosa sosta a Mori, nella rinomata e frequentatissima gelateria Bologna, per una golosa pausa, giusta ricompensa alla “fatica” odierna…
Venerdì scorso è stato inaugurato l’ormai tradizionale mercatino di Natale con le sue numerose casette occupanti la grande piazza Fiera. Una manifestazione che richiama sempre frotte di turisti, provenienti da mezza Italia, soprattutto durante i week-end, quando negli appositi parcheggi lungo l’Adige i pullman gran turismo si possono contare a centinaia.
Si parla già di circa 50.000 visitatori tra sabato e domenica…. Una ressa incredibile, da far girare la testa. Immagino che i visitatori abbiano incontrato una bella difficoltà nel fermarsi davanti alle casette, guardare, scegliere, acquistare.
In realtà, visto in situazione normale (stamattina, verso le 11 c’era pochissima gente) il mercatino vale la pena di una visita e, girellando tra le varie postazioni, si trovano oggetti interessanti e di buona fattura artigianale. Certo, i prezzi non sono popolarissimi e molte “proposte” rientrano nella categoria “superfluo”, ma una piccola deroga alla sobrietà si può anche fare…
Io ho comperato alcuni biglietti di auguri, opera di un disegnatore locale, famoso per le sue “formichine” protagoniste di ogni sua produzione.
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