Tallinn
13-17 luglio
I giorni svedesi sono finiti e stamane, con largo anticipo sull’orario, raggiungiamo il grande aeroporto di Arlanda, una quarantina di km a nord di Stoccolma, dove attendiamo pazienti di salire sull’aereo che ci condurrà a Tallinn, capitale dell’Estonia.
Siamo in pochi nella zona riservata al nostro volo, sì e no una ventina di persone, che, all’ora stabilita vengono condotte con un autobus in una zona marginale dell’aeroporto, dove c’è in attesa il “velivolo”, un piccolo bi-elica che avrà forse quaranta posti ed ha le dimensioni di un pulmino di quelli “mignon”, per intenderci…
Non voleremo mica con questo trabiccolo, mi domando silenziosamente.
E invece sì, voliamo, circa 70 minuti di percorrenza, con questo minuscolo aereo, comodamente seduti in poltrone assai più ampie e confortevoli di quelle di un velivolo targato Ryan-Air e ricevendo pure un panino come pranzo...
Poco prima delle 16 (l’Estonia è un’ora avanti rispetto ad Italia e Svezia), siamo a Tallinn.
Veloce recupero dei bagagli a siamo in attesa dell’autobus che ci porterà in centro, dove è situato l’hotel prenotato, L’Ermitage. In autobus, perché noi siamo di quelli che “i taxi mai”… e questo comporta, una volta scesi al terminal dei bus, nella grande e moderna piazza Viru, una lunga camminata per raggiungere l’albergo, trainando il consorte la gloriosa Samsonite verde su non sempre omogenei marciapiedi estoni e temendo ad ogni sobbalzo inopportuni cedimenti strutturali.
E infine, chiedi di qua, domanda di là, eccoci sul Toompuiestee, il viale dove, al numero 19, “sorge” l’hotel e possiamo prendere possesso della stanza 512, luminosa, funzionale e ben arredata, con grande letto “normale”, sormontato da bella testata in ferro battuto.
Un rapido “restyling” e siamo pronti per scoprire la città vecchia che si trova davvero a due passi. Basta attraversare il viale e risalire gli splendidi giardini ai piedi dei bastioni per trovarci a camminare nelle vie del centro.
Che bella sorpresa! Un nucleo storico raccolto, ricco di edifici pregevoli, di scorci suggestivi, di continue scoperte, che mantiene inalterato il fascino di un glorioso tempo passato. Molto affollata la piazza del Municipio, con la sfilata dei bar e dei ristoranti che si aprono davanti a storici palazzi, senza tuttavia togliere fascino al luogo, ma basta allontanarsi di qualche decina di metri dal flusso dei turisti per ritrovarsi di colpo in una magica atmosfera settecentesca e quasi ti aspetteresti di incontrare gli “antichi” abitanti uscire da quegli eleganti edifici.
Nei nostri tre giorni di permanenza, “scopriamo” ogni angolo del centro storico, i piccoli e interessanti musei, le chiese, i bastioni, il palazzo del Municipio con l’annessa torre, l’alto campanile della chiesa di St. Olav che ci ripaga della fatica dei 265 scalini (non sempre agevoli…) con delle vedute straordinarie.
Andiamo alla ricerca di locali caratteristici in cui cenare, “proviamo” le specialità dolciarie di due rinomate pasticcerie segnalate dalla guida, acquistiamo mirtilli e fragoline di bosco da venditrici-contadine, saliamo su caratteristici tram che ben figurerebbero nel Museo dei Trasporti di Stoccolma, probabili resti del passato periodo sovietico con i quali raggiungiamo alcune località degne di nota dell’immediata periferia.
Così visitiamo il modernissimo Museo d’Arte Estone, il cosiddetto Kumu ed il vicino settecentesco Palazzo di Kadriorg, inseriti un uno splendido parco con aiuole fiorite, fontane e giochi d’acqua, il grande Museo Etnografico all’aperto, nella grande tenuta di Rocca al Mare (sì, proprio con nome italiano), con oltre settanta costruzioni in legno, riproducenti gli antichi villaggi contadini estoni ed infine il piccolo ma interessante Giardino Botanico, con alcune serre in vetro e cemento, inserito in un meraviglioso parco alberato, che nulla ha da invidiare a più celebrati e conosciuti “confratelli” inglesi. Magnifico il giardino delle rose, con centinaia di esemplari.
Non manca neppure una veloce puntata su una spiaggia a due passi da un quartiere “popolare” con quei tristi palazzoni d’epoca brezneviana, che avrebbero bisogno di efficaci restauri, ma non molto più degradati da quelli di tante italiche periferie cittadine, presumo. La spiaggia è piuttosto modesta e l’acqua del Baltico non invita a grandi balneazioni, ma è comunque affollata nel tardo pomeriggio estivo da bagnanti di ogni età.
Insomma, Tallinn è una splendida città che ci è molto piaciuta e ci ha regalato, oltre a giornate di tempo stabile, grandi emozioni e immagini che senz’altro porteremo a lungo nel cuore.
E la bellezza del suo centro storico fa passare in secondo piano quel super affollamento turistico di centinaia e centinaia di persone di varia nazionalità che sciamano a frotte, singolarmente, a piccoli gruppi, in una specie di Babele linguistica, come pure quei “travestimenti” in abiti tardo-medievali cui sono costretti decine e decine di addetti turistici dai camerieri dei ristoranti ai commessi nei negozi di souvenirs ai venditori di noccioline e di cartoline agli angoli delle strade…







































