Ore 6. E’ ancora buio, ma siamo presenti, lì al consueto punto di ritrovo, talmente numerosi da fare quasi l’en-plein del pullman, pronti a partire per Riva di Tures, nell’omonima valle altoatesina.
E’ un’escursione “importante”, quella odierna, proposta e condotta dall’husband, che prevede la salita alla Dreieckspitze, conosciuta anche con l’italica denominazione di Triangolo di Riva.
-E spero che abbiate riga e squadretto, per misurar el Triangolo..- scherza il consorte nel suo saluto mattutino alla “truppa” prima di arrivare alla meta.
No, niente riga e squadretto, ma, scarponi adeguati ai piedi e capienti zaini sulle spalle, i prodi partono a grandi falcate verso la vetta, nella serena mattinata settembrina, con il sole che già illumina le cime lontane.
Non tutti, però, hanno la stessa meta. C’è infatti un esiguo manipolo che sta per intraprendere un diverso itinerario, meno ardito ma non meno panoramico, che li condurrà… in terra austriaca. E di costoro, il “conducator” altri non è che la sottoscritta, che ha ricevuto l’alta investitura dal capogita ufficiale. E’ vero che mancava la Durlindana ed io non mi ero inginocchiata a mani giunte e capo chino per ricevere l’importante mandato, ma ad un tale incarico non avevo potuto dire altro se non “obbedisco!”.
Così mi avvio con i miei otto compagni di avventura, seguendo la comoda strada bianca che, prendendo quota con regolarità e senza grandi strappi, risale la lunga valle dei Dossi. E’ un percorso niente affatto faticoso che permette animate conversazioni, ogni tanto interrotte da doverose soste per ammirare il paesaggio circostante. Ci accompagna il fragore del torrente Knutten che scorre a tratti tumultuoso, placido in altri punti, tra sassi e cascatelle..
Peccato soltanto che il sole non abbia ancora raggiunto il fondovalle e l’aria frizzantina ci costringa a indossare perfino i guanti…
Dopo poco più di un’ora siamo alla Knuttenalm, caratteristica costruzione alpina con i balconi ornati da una splendida cascata di fiori e qui una sosta è d’obbligo per riscaldarci con una bevanda bollente e, perché no, con una bella fetta di casalinghi dolci.
Poi, di nuovo in cammino. Saliamo adesso con numerose curve fino alla bella conca che accoglie le acque dell’azzurro Klammsee o lago di Gola, secondo l’orribile italianizzazione dei toponimi tedeschi, e di qui, in pochi minuti, siamo al Klammjoch (passo di Gola) dove corre il confine tra Italia ed Austria. Ecco la vecchia garitta, oggi del tutto inutile e in due passi…. siamo all’estero!
Non c’è nessuno oltre a noi e ci sentiamo i padroni del territorio, dei vasti prati erbosi, delle elevate montagne rocciose, delle lingue di neve che brillano, in alto sotto le vette.
Ora ci attendono circa dieci minuti di strada per giungere alla Arventalalm, una piccola malga in terra austriaca dove intendiamo consumare il fiero pasto.
-Non vedo l’ora di arrivare- dice Alberta –e di mangiarmi uno spiegeleier… Ho già l’acquolina in bocca…-
Invece, che delusione! La malga, una “vera” malga, offre solo qualche piatto freddo, del formaggio, speck, un salamino affumicato e null’altro.
Pazienza. Alberta si sfama con quanto ha nello zaino, in attesa del ritorno alla Knuttenalm, dove, seduta al tiepido sole del pomeriggio, finalmente può gustare la pietanza desiderata.
E qui accogliamo poi i baldi scalatori che, a partire dalle 15.30, arrivano a grandi passi, volti sorridenti e senza alcun segno di fatica. Prima le avanguardie del gruppo “corridori”, poi via via gli altri, fino agli ultimi con i quali c’è pure l’husband.
E mentre costoro sostano alla Knuttenalm, dedicandosi ai piaceri della gola, io riprendo la strada verso Riva di Tures, in compagnia dell’amica Silvana, ammirando ancora una volta l’incontaminata natura di questa piccola valle alpestre e le alte cime rocciose illuminate dalla calda luce del sole pomeridiano.
Ancora due passi ed eccoci al pullman. Uno dopo l’altro arrivano gli altri compagni, soddisfatti e paghi della bella escursione e, alle 18.05, pressoché puntuale, il potente mezzo riparte alla volta di Trento… Anche oggi, è andato tutto bene. Anzi, benissimo!






