Ed eccoci ritornati a casa, alla consueta quotidianità che ci ha attesi paziente, a tutti gli impegni, piccoli e grandi che ci accompagnano giorno dopo giorno…
15 giorni di vacanza intensa, densa di emozioni e con un tale distacco dalla routine, da avere l’impressione di essere stata assente un tempo ben più lungo di due settimane e che nel contempo ci hanno “rigenerati”…
E naturalmente sono stati smentiti tutti i buoni propositi pre-partenza, niente acquisti librari, niente souvenirs ecc.ecc., perché, pur contenendo le nostre spese al minimo indispensabile, un tre libricini sono venuti ad arricchire la nostra dotazione domestica come pure alcuni piccoli manufatti artigianali acquistati direttamente dalle mani di abili “produttrici” che operavano all’interno di due grandi musei etnografici all’aperto.
Comunque, ecco un riassunto di massima, della vacanza, diviso in alcune puntate, con qualcuna delle foto scattate dal mio personale fotoreporter..
STOCCOLMA
Partiamo da Bergamo con un volo Ryan-Air, destinazione Stoccolma, più precisamente lo sperduto aeroporto di Svatska, circa 150 km a sud della capitale, dove atterriamo alle 16.30 di un assolato pomeriggio svedese.
Peccato però che le condizioni mutino drasticamente man mano ci avviciniamo alla città e, quando siamo al terminal degli autobus, in pieno centro, sta piovigginando.
Vuoi vedere, penso, che mi sono portata dall’Italia la famosa nuvola fantozziana capace di seguirti pure in vacanza? Per fortuna è solo una precipitazione passeggera che ci accompagna giusto il tempo di cercare con qualche difficoltà la stazione della metropolitana, con la quale raggiungere l’hotel, situato nel quartiere di Vasastanden a circa un quarto d’ora di distanza da Gamla Stan, la città vecchia, considerata il “vero” centro storico di Stoccolma.
Per fortuna l’inglese qui è conosciuto e parlato da tutti (o quasi), così, dopo aver chiesto informazioni a destra e a manca, siamo finalmente sul convoglio che ci conduce alla giusta fermata. Poi, dopo cento metri di strada e una lunga scalinata da superare, siamo all’hotel Lilla Radmannen, dove ci attende la stanza da tempo prenotata via Internet e, come spesso accade, la realtà è diversa dall’immagine pubblicizzata..… Abbiamo infatti la nostra sorpresa: camera di dimensioni non eccelse, con letto simil-matrimoniale, per di più appoggiato alla parete lungo il lato destro. Di fronte, invece, un’asse da stiro con relativo ferro… Non ne avevo mai trovata una in tante sistemazioni viste nel corso degli anni.
Superato il primo momento di delusione, sul quale peraltro non mi soffermo più di tanto, perché, conoscendomi, so benissimo di non dover mai dare giudizi in condizioni di stanchezza (e a quest’ora del tardo pomeriggio dopo l’italica alzataccia mattutina non sono propriamente al massimo della freschezza), ci prepariamo per uscire a cena e ad una prima scoperta della città.
Per dovere di cronaca, devo dire che nei giorni successivi la sistemazione non è stata affatto negativa: accurata la pulizia, discreta la prima colazione ed un’ottima posizione facilmente raggiungibile anche a piedi.
E così, nei cinque giorni di permanenza, andiamo alla scoperta di Stoccolma: una città regale, che riserva un’infinità di sorprese al visitatore attento.
Cominciando da Gamla Stan, la città vecchia, con le sue tortuose stradine molte delle quali affollate di negozi e di gente, la bella piazza di Stortorget, un vero salotto cittadino, sulla quale è d’obbligo una sosta in uno dei locali che nella bella stagione dispongono tavoli e sedie all’aperto, magari ascoltando qualche giovane artista che si esibisce con maestria o la banda di uno sconosciuto paese dell’entroterra che rallegra con le sue note festose…
E poi passi accanto al maestoso Palazzo Reale, nel momento in cui avviene il cambio della guardia ed osservi la camminata marziale di giovanissimi soldati, fra cui puoi scorgere anche qualche ragazza, che vanno a prendere posto nelle garitte di ordinanza, quindi raggiungi il giardino sul retro della Chiesa Finlandese, alla ricerca di Jämpojken, la statua più minuscola di tutta Stoccolma, alta sì e no quindici cm…
Per poi trovarti, pochi metri più avanti, su uno dei grandi specchi d’acqua sulla quale si affaccia la città ed allora la meraviglia di ammirare isole collegate da comodi ponti e la sfilata degli eleganti palazzi dello Strandvägen ti impone lunghi sguardi ammirati, mentre, qualche passo più in là “qualcuno” sta scattando foto su foto.
Perché poi non salire sulla torre del Municipio, superando con passo deciso i 350 scalini (volendo si può utilizzare l’ascensore che ne fa risparmiare circa metà, ma noi che montanari saremmo, in quel caso?) per ammirare dall’alto la città? Figurarsi se ci lasciamo sfuggire l’occasione, soprattutto in un bel pomeriggio assolato. E che importa se un bel venticello ci scompiglia i pur corti capelli?
Così vedi lo sviluppo urbanistico di Stoccolma, disposta su più ben quattordici isole e puoi ammirare la ricchezza di verde di cui possono godere i suoi abitanti.
Giardini curati nel centro e ampi parchi appena a due passi dai quartieri storici, in cui ti senti lontano dal traffico e dai rumori della vita quotidiana.
(Fine prima parte)




















