Oggi, 26 giugno, festa di S. Vigilio, patrono della città di Trento e, come da tradizione, dopo il solenne pontificale celebrato in Duomo, nell’annessa piazza viene distribuito ai presenti una pagnotta, appunto il pane di S. Vigilio, accompagnata da un po’ di vino o di altra bevanda, analcolica.
E’ quasi mezzogiorno quando comincia la distribuzione alla folla assiepata al di qua di robuste transenne ed è tutto un allungare mani ed un richiamare i volontari che reggono le capienti ceste ricolme di pane.
-Qua, qua, da sta banda..-
-Vegnì de qua…-
-Podo averghen doi?-
Per fortuna ce n’è in abbondanza e tutte le richieste possono essere esaudite, comprese quelle della signora distinta che continua ad allungare le mani.
-Io, io… un altro…-
E mentre l’osservo riporre con una certa fatica i suoi quattro (o cinque) tozzi di pane nella borsetta, non posso fare a meno di domandarmi quale molla spinga molta gente ad andare all’assalto (e per fortuna non all’arma bianca…) quando c’è da ricevere qualcosa di gratuito.
Come ai buffet offerti ai presenti in occasione di mostre, inaugurazioni, presentazioni, quando un’orda di cavallette, talora eleganti e ben pettinate, si lancia all’attacco di tartine, bocconcini, delizie varie come se fosse digiuna da settimane….
Ma il titolo di “re dei buffet” lo vincerebbe senza dubbio un anziano amante della montagna che, “casualmente” riesce a non perdersene uno, tanto da essere diventato proverbiale.
-Te me pari el Bepino- o –No sta a far come el Bepino-
El Bepino, il presenzialista sommo.
Secondo me ha il calendario delle manifestazioni incollato bene in vista sul frigorifero in cucina…
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Finalmente stasera, anche in casa nostra l'albero è fatto. Eccolo.