sabato, 23 maggio 2009

L’altro giorno vi ho fatto conoscere l’alunno Pietro, oggi distinto (presumo…) signore 42enne, sposato e padre di famiglia e di lui mi è tornato alla mente un altro episodio scolastico che allora aveva fatto sorridere non solo la sottoscritta, ma anche qualche altro insegnante…

 

La pillola per il mal di testa

 

Pietro era (ed è) il primogenito di una giovane coppia, con due sorelline più giovani e da sempre abituato a partecipare ai discorsi dei familiari e messo al corrente degli “affari” di famiglia, s’intende nelle modalità adeguate ad un undicenne.

Lo si capiva dagli interventi in classe, quando si parlava di problemi quotidiani, di abitudini e modi di vivere. Esprimendosi preferibilmente in dialetto, ma con arguzia e dimostrando attenzione a tutto ciò che ci circondava.

Accadde così che un giorno di quell’anno scolastico 1978/79, facendo un raffronto tra la vita di oggi e quella dei nonni, parlassi più o meno in questi termini..

-Certo, oggi noi siamo più fortunati… Godiamo di assistenza medica, abbiamo ospedali attrezzati e riceviamo gratuitamente le medicine di cui abbiamo bisogno… [perché in quegli anni lontani, così accadeva…]-

-Varda che no l’è vera quel che te disi!-

Col consueto sguardo severo e le sopracciglia aggrottate, Pietro aveva approfittato di un momento di pausa per esprimere il suo parere.

-No, Pietro?-

-No, perché me mama che la tol zo ogni sera quela pirola per el mal de testa, el Novogyn, ghe toca pagarsela…-

-Davvero? Beh, Pietro, quella è l’eccezione che conferma la regola….-

-Ghe toca comprarselo el Novogyn. E con la riceta. E no ‘l costa gnanca pòch!-

Anche stavolta trattenni il sorriso, nonostante il pensiero della mamma del Pietro (che se avesse saputo quel che il figlio raccontava in classe sarebbe sprofondata...) che prendeva la pillola anticoncezionale per combattere il mal di testa invitasse a farsi una bella risata.

Comunque nessuno dei compagni fece caso a quanto detto dal compagno e il discorso si chiuse.

Lo riferii invece ad un paio di colleghi fidati ed assieme ridemmo di gusto…

 

E mi sembrò di vedere la scena familiare…

La mamma che parla del costo di quella pillola con il papà o qualcun altro di famiglia e Pietro che domanda…

-Ma quel Novogyn che te toi zo tuti i dì, a cosa servelo?-

-L’è per el mal de testa, Pietro!-

-E te toca comprarlo?-

-Eh sì….-

 

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giovedì, 04 dicembre 2008

-E per la prossima lezione, inventate delle brevi frasi con ciascuna di queste parole, prenatalizio, allestire, addobbare…. Va bene? Le abbiamo spiegate in classe per cui non dovreste avere difficoltà. Domande?-

Nessuna. Tutti avevano chiaro nella mente, significato delle parole, consegna, modalità ecc. ecc.

Potrete immaginare la mia sorpresa, quando due giorni più tardi, correggendo i compiti assegnati, sul quaderno di Donatella, silenziosissima creatura approdata ripetente nella mia seconda media, lessi la seguente frase: Quando a casa mia vengono persone che non conosco, io le prenatalizio attentamente.  

-Che significa, Donatella?- le chiesi sommessamente, in piedi a fianco del suo banco, indicando coll’indice la frase fantasiosa.

Un lungo sguardo silenzioso, dal basso del suo posto verso di me, fu l’unica risposta che ottenni.

 

Perciò, cari lettori che passate di qua, attenti, che vi sto “prenataliziando” attentamente. Oltretutto è questo il periodo giusto!  

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