martedì, 11 agosto 2009

La collega Elvira è preoccupata. Quest’anno ha fatto anche lei il grande passo e, con quarant’anni esatti di servizio, è giunta alla meritata pensione.

Una decisione sofferta, con ripensamenti degni del migliore Amleto…

-Dammi un consiglio- mi chiedeva –che cosa fare? Smettere del tutto o ritornare a scuola con un contratto part-time? E che cosa farò poi a casa? E se mi pentirò? Dimmi, dai, consigliami…-

E avevo un bel ripeterle che io ero stata del tutto convinta della mia decisione tanto da aver presentato la domanda con largo anticipo sulla scadenza e di non essermi mai pentita un solo momento di questa scelta e di essermi dedicata a decine e decine di attività, ma niente da fare…

-Tu non mi sei di aiuto alcuno- concludeva – non sai darmi un consiglio…-

-Che ti devo dire? Fa’ quello che vuoi. Vuoi continuare a lavorare con un part-time? Fallo, allora…-

E così ogni volta che ci incontravamo.

Poi, la svolta. Una frase non propriamente cortese del marito e la decisione finale: vado in pensione!

Con la macchina della burocrazia che si mette in moto, la lettera di accettate dimissioni della Sovrintendenza, l’invidia di chi sarebbe andata ma non poteva per mancanza di requisiti, la festa finale con i colleghi, il regalo, la cena con gli amici più cari…. Tutto in regola, insomma.

Ma l’altro giorno ci siamo riviste e…

-E cosa farò adesso? E se mi pento? Come occuperò il mio tempo?-

-Madonna mia, Elvira! Ti si apre un mondo di possibilità, che nemmeno te lo immagini…

 

Quasi quasi, le consiglio di aprire un blog….

 

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categoria:amiche, domande, dubbi
giovedì, 04 giugno 2009

-Vi porterò lungo il waal di Marlengo, da Lana a Tirolo, con visita al castello, in maggio, in modo da ammirare la fioritura dei meli…-

Così avevo detto alle Girasole nel passato ritrovo di venerdì 3 aprile e così è avvenuto, ieri, 2 giugno festa della Repubblica, quando ci siamo trovate, nove prestanti signore alla scoperta della conca meranese.

Oddio, non che sia stato facilissimo mettere in piedi l’organizzazione dell’evento, trovare una data  in cui le Girasole, persone impegnate quasi quanto un manager d’industria, fossero libere e ampie trattative diplomatiche si sono rese necessarie per concordare la lunghezza del percorso, la durata della camminata, ecc. ecc.

Comunque, eccoci a Lana, il bel paese a pochi chilometri da Merano, pronte a metterci in cammino. Sono le 10, c’è il sole e tutto va bene. Un buon caffè e si parte. Davanti Marina ed io, poi Giuliana, Marta, Maria, Silvana, la new entry Rina e a chiudere la fila, Paola e Renata.

Si cammina, si ammira il panorama, si parla… E si saluta. I numerosi escursionisti che incrociamo, tanti, che procedono singolarmente, a piccoli gruppi, a frotte. Bambini, qualche piccolo in carrozzina, ragazzi, giovani, di mezz’età, anziani, forse i più numerosi. Ad occhio e dai “Grüss Gott” di saluto, tutti (o quasi) di stirpe germanica.

-Ma che bella escursione! Grazie, amica Mariella, di questa scelta!-

-Che panorami! E che percorso agevole!-

I complimenti alla sottoscritta e le esclamazioni di ammirazione si sprecano. Nessuna delle “sorelle girasoliane” aveva percorso il waal di Marlengo prima d’ora ed ogni passo riserva qualche sorpresa, i meli ormai con i frutti, i vigneti di recente impianto, gli impianti di irrigazione che regalano estemporanee doccette anche agli ignari escursionisti, i tratti nel bosco, qualche passerella di legno, la frescura dell’ acqua che scorre irruente nel canale fiancheggiante il sentiero.

Poi, laggiù, sul versante della montagna di fronte a noi, castel Tirolo con la sua possente mole che domina la conca di Merano. La nostra meta originaria, poi cancellata per la distanza. Troppe, cinque ore, aveva sostenuto qualcuna.

Così rimaniamo sul waal, avanti, avanti e avanti, fin dopo le 12.30, quando siamo in prossimità del bivio che scende a Foresta, dove si trova il grande complesso della Forst con annessa birreria.

-Potremmo andare lì a mangiare…-

Ipotesi prontamente bocciata, con immediati rapidi conciliaboli e conseguente decisione di tornare sui propri passi per trovare ristoro in uno dei numerosi locali presenti lungo il percorso.

Così avviene e troviamo giusta sistemazione presso il Waldschenke Hotel, sulla cui terrazza, accarezzati dallo zefiro pomeridiano che fa vibrare l’ampio tendone sotto il quale sediamo, possiamo degustare quello che offre la cucina… Una pausa ristoratrice apprezzata da tutte noi, dopo al quale, sazie e soddisfatte, riprendiamo il nostro waal.

Sempre a ranghi un po’ sciolti, per cui il gruppo si fraziona in due segmenti: in testa le “maratonete” e nella retroguardia le “contemplative” le quali, grazie al passo più moderato si accorgono delle indicazioni per il castel Lebenberg e colà si recano per un arricchimento culturale…

Noi invece, dal passo veloce e più scattante, le attendiamo per una buona mezz’ora sostando nel giardino di un rustico Gasthof, alla periferia di Lana, tra rose lussureggianti e profumate, dissetandoci con ottime, casalinghe bevande.

E quando il ricongiungimento è avvenuto, prima di ripartire alla volta di casa, un ultimo importante adempimento: la visita ad una caratteristica birreria di Lana, la Pfefferlechner, dove la bionda e dissetante bevanda viene prodotta e servita agli assetati.

Saliamo in macchina e via, verso il centro del paese dove dovrebbe trovarsi il famoso locale. Sarà un gioco da ragazzi raggiungere la meta, uno pensa, Lana non è certo una metropoli… Verissimo, ma com’è, come non è, ci troviamo a girare a vuoto lungo le trafficate strade del piccolo centro per un buon quarto d’ora, prima di deciderci a parcheggiare e a proseguire la ricerca… a piedi.

- E’ vicino alla chiesa principale- dice Marina.

- Cerchiamo il campanile… non si può non notarlo.-

E invece, compiamo un’ultima passeggiata a passo deciso prima di giungere, finalmente!, al caratteristico locale, talmente speciale da definirsi “osteria nel cuore di Lana con vista sulla stalla!”, dove, placidi, mangiano la loro biada alcuni esemplari di cavalli avelignesi.

Valeva veramente la pena giungere fin qui…

Così ora siamo pronte al ritorno in terra trentina.

Sono le 18.40 e dopo un’ora e più di superstrada e autostrada siamo a Trento. Ancora pochi minuti di automobile e Marta mi lascia sulla porta di casa, dove il consorte già mi stava dando per dispersa…

E invece no, sono ritornata!

Alla prossima gita, amiche Girasole...

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categoria:amiche, , gita, girasole
sabato, 04 aprile 2009

Le Girasole sono un gruppo di signore, giovani e nello spirito e nell’accezione data a questo aggettivo dal nostro beneamato e sempiterno giovane Silvio B., per cui avendo come minimo 14 anni meno di lui possono fregiarsene a pieno merito, che comprende 11 ex compagne di classe, di università, colleghe o amiche le quali si ritrovano ogni cambio di stagione per allegri e conviviali incontri all’insegna della buona cucina.

Di tale gruppo faccio parte anch’io a partire dal settembre 2002, quando ricevetti l’investitura a Nuova Adepta ed il ruolo di Segretaria Verbalista, che svolsi con encomiabile zelo e buona volontà fino al 2006, quando si decise che, non essendovi nessun’altra volonterosa volontaria intenzionata ad assumersi l’incombenza, non avremmo lasciato ai posteri alcun altro documento attestante i nostri incontri.

E ieri sera ci siamo ritrovate per la ricorrenza dell’equinozio di primavera, pur in ritardo, presso un ristorante ad una ventina di km da Trento.

Nove distinte signore attorno ad un tavolo in un angolo appartato del grande locale, dopo i convenevoli d’uso al momento dell’incontro. Non siamo al completo, mancano Loretta e Silvana, assenti per inderogabili motivi di lavoro. Pazienza, ci diciamo, del resto è sempre difficile essere al completo…

Lunga e difficile consultazione del menu, dibattute fra i nomi altisonanti dei piatti offerti, poi la scelta: pesce ai ferri per tutte, preceduto da un assaggio degli sfiziosi antipasti della casa. E, mentre attendiamo di essere servite, fioriscono le conversazioni attorno ad argomenti “a tutto tondo” che spaziano, diremmo noi, “da scala a canter”…

Stranamente non si toccano, se non di sfuggita, i tasti “figliolanza” e “lavoro” che per la maggior parte di noi si potrebbe riassumere in “scuola”, tra coloro che ancora esercitano e quelle felicemente in quiescenza, ma si comincia con il tema “viaggi e vacanze”.

Infatti, Pasqua è alle porte e molte delle Girasole sono viaggiatrici incallite che non perdono occasione di vagare qua e là per il mondo. Già organizzate sono Marina e Renata, pronte a volare verso la perfida Albione, con l’intento di visitare la Cornovaglia.

-Non dimenticate le Bedruthan Steps e neppure Land’s End..- suggerisco alle due globe-trotters e subito Renata prende diligentemente nota –e le belle spiagge di St. Ives…-

Più casalinghi sono invece i programmi delle altre e qualcuna ha dei progetti un po’ più lontani nel tempo..

E’ sempre Renata a tenere banco, mentre i camerieri stanno pulendo le orate ed i rombi poc’anzi ordinati, facendoci partecipe del suo dilemma: partecipare o meno al corso di ballo liscio per il quale la titolare ed insegnante della scuola coreutica le ha appena trovato un partner, compatibile per età e altezza? Bella domanda, alla quale ciascuna cerca di dare una risposta, senza peraltro sciogliere i suoi dubbi, tanto che l’interrogativo riecheggerà perfino durante il tragitto di ritorno…

E poi si parla di questo e di quello, si ricordano passati episodi, si ride e si scherza e si accettano con grata meraviglia i piccoli cadeau che Anna ha preparato per ciascuna di noi: una scatolina metallica porta pillole con girasole dipinto, data dell’incontro e breve componimento in versi …

I ringraziamenti si sprecano come gli elogi alla valente pittrice, capace di tale gesto gentile, mentre giunge l’ora del dessert e del successivo caffè…

-E se facessimo anche quest’anno una gita “girasoliana”, piacevole e tranquilla?-

Una gita? E che ci vuole? Basta un attimo e… et voilà, l’escursione è già qua.

-Vi porterò lungo il waal di Marlengo, da Lana a Tirolo, con visita al castello- la mia voce si alza chiara e decisa. –In maggio, in modo da ammirare la fioritura dei meli…-

-La data, la data! Subito la data..-

E ognuna consulta l’agenda … mentale e dopo qualche attimo di esitazione, ecco il giorno: sabato 9 maggio, quando ci incammineremo, agili e leggiadre, alla scoperta ( o ri-scoperta) di quella bella zona nei pressi di Merano.

Adesso, invece, è giunto il momento di salutarci: ridendo e scherzando, mezzanotte è gia scoccata e ce ne andiamo, lasciando il ristorante, dove c’è ancora una tavolata di “giovani” signore (ad occhio e croce, della nostra età). –Se noi siamo le Girasole- aveva detto Anna –quelle lì potrebbero essere… le Pervinche!-

E ci salutiamo affettuosamente nel grande parcheggio prima di fare ritorno alle rispettive magioni, con un arrivederci… alla prossima puntata! 

P.S. La foto risale ad un incontro svolto agli inizi dell'estate di qualche anno fa. Questo spiega l'abbronzatura di alcune e gli abiti leggeri. La sottoscritta è la più "chiara", la terza a partire da sinistra.

Da notare, le tovagliette con l'emblema del Sacro Simbolo, il girasole....cena girasole 

 

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categoria:amiche, girasole, convivio