-Vi porterò lungo il waal di Marlengo, da Lana a Tirolo, con visita al castello, in maggio, in modo da ammirare la fioritura dei meli…-
Così avevo detto alle Girasole nel passato ritrovo di venerdì 3 aprile e così è avvenuto, ieri, 2 giugno festa della Repubblica, quando ci siamo trovate, nove prestanti signore alla scoperta della conca meranese.
Oddio, non che sia stato facilissimo mettere in piedi l’organizzazione dell’evento, trovare una data in cui le Girasole, persone impegnate quasi quanto un manager d’industria, fossero libere e ampie trattative diplomatiche si sono rese necessarie per concordare la lunghezza del percorso, la durata della camminata, ecc. ecc.
Comunque, eccoci a Lana, il bel paese a pochi chilometri da Merano, pronte a metterci in cammino. Sono le 10, c’è il sole e tutto va bene. Un buon caffè e si parte. Davanti Marina ed io, poi Giuliana, Marta, Maria, Silvana, la new entry Rina e a chiudere la fila, Paola e Renata.
Si cammina, si ammira il panorama, si parla… E si saluta. I numerosi escursionisti che incrociamo, tanti, che procedono singolarmente, a piccoli gruppi, a frotte. Bambini, qualche piccolo in carrozzina, ragazzi, giovani, di mezz’età, anziani, forse i più numerosi. Ad occhio e dai “Grüss Gott” di saluto, tutti (o quasi) di stirpe germanica.
-Ma che bella escursione! Grazie, amica Mariella, di questa scelta!-
-Che panorami! E che percorso agevole!-
I complimenti alla sottoscritta e le esclamazioni di ammirazione si sprecano. Nessuna delle “sorelle girasoliane” aveva percorso il waal di Marlengo prima d’ora ed ogni passo riserva qualche sorpresa, i meli ormai con i frutti, i vigneti di recente impianto, gli impianti di irrigazione che regalano estemporanee doccette anche agli ignari escursionisti, i tratti nel bosco, qualche passerella di legno, la frescura dell’ acqua che scorre irruente nel canale fiancheggiante il sentiero.
Poi, laggiù, sul versante della montagna di fronte a noi, castel Tirolo con la sua possente mole che domina la conca di Merano. La nostra meta originaria, poi cancellata per la distanza. Troppe, cinque ore, aveva sostenuto qualcuna.
Così rimaniamo sul waal, avanti, avanti e avanti, fin dopo le 12.30, quando siamo in prossimità del bivio che scende a Foresta, dove si trova il grande complesso della Forst con annessa birreria.
-Potremmo andare lì a mangiare…-
Ipotesi prontamente bocciata, con immediati rapidi conciliaboli e conseguente decisione di tornare sui propri passi per trovare ristoro in uno dei numerosi locali presenti lungo il percorso.
Così avviene e troviamo giusta sistemazione presso il Waldschenke Hotel, sulla cui terrazza, accarezzati dallo zefiro pomeridiano che fa vibrare l’ampio tendone sotto il quale sediamo, possiamo degustare quello che offre la cucina… Una pausa ristoratrice apprezzata da tutte noi, dopo al quale, sazie e soddisfatte, riprendiamo il nostro waal.
Sempre a ranghi un po’ sciolti, per cui il gruppo si fraziona in due segmenti: in testa le “maratonete” e nella retroguardia le “contemplative” le quali, grazie al passo più moderato si accorgono delle indicazioni per il castel Lebenberg e colà si recano per un arricchimento culturale…
Noi invece, dal passo veloce e più scattante, le attendiamo per una buona mezz’ora sostando nel giardino di un rustico Gasthof, alla periferia di Lana, tra rose lussureggianti e profumate, dissetandoci con ottime, casalinghe bevande.
E quando il ricongiungimento è avvenuto, prima di ripartire alla volta di casa, un ultimo importante adempimento: la visita ad una caratteristica birreria di Lana, la Pfefferlechner, dove la bionda e dissetante bevanda viene prodotta e servita agli assetati.
Saliamo in macchina e via, verso il centro del paese dove dovrebbe trovarsi il famoso locale. Sarà un gioco da ragazzi raggiungere la meta, uno pensa, Lana non è certo una metropoli… Verissimo, ma com’è, come non è, ci troviamo a girare a vuoto lungo le trafficate strade del piccolo centro per un buon quarto d’ora, prima di deciderci a parcheggiare e a proseguire la ricerca… a piedi.
- E’ vicino alla chiesa principale- dice Marina.
- Cerchiamo il campanile… non si può non notarlo.-
E invece, compiamo un’ultima passeggiata a passo deciso prima di giungere, finalmente!, al caratteristico locale, talmente speciale da definirsi “osteria nel cuore di Lana con vista sulla stalla!”, dove, placidi, mangiano la loro biada alcuni esemplari di cavalli avelignesi.
Valeva veramente la pena giungere fin qui…
Così ora siamo pronte al ritorno in terra trentina.
Sono le 18.40 e dopo un’ora e più di superstrada e autostrada siamo a Trento. Ancora pochi minuti di automobile e Marta mi lascia sulla porta di casa, dove il consorte già mi stava dando per dispersa…
E invece no, sono ritornata!
Alla prossima gita, amiche Girasole...
