Lunedì 8 giugno.
Una nuova giornata di sole ci accoglie al risveglio, ottimo auspicio per l’escursione sul monte Saccarello, la cima più alta della Liguria, a due passi dal confine francese.
Ed il sole mattutino, unito al caldo subito ieri, mi induce ad un errore colossale, in cui potrebbe incorrere solo un principiante della montagna e parto senza giacca a vento, né pantaloni lunghi che lascio a riposare nell’armadio della stanza…
Errore grossolano di cui mi rendo conto non appena il pullman prende la strada verso l’interno. Già, perché man mano ci avviciniamo alla meta, a comode due ore di distanza, le condizioni meteo cambiano decisamente e dal sole della costa andiamo incontro ad una nuvolaglia sempre più fitta che non promette nulla di buono.
E se piovesse? Meglio non pensare a questa evenienza… Non avrei nulla con cui ripararmi…
Perciò guardo con apprensione silenziosa e crescente l’indicazione della temperatura esterna che il display sopra il cruscotto dell’autista segnala. 16 gradi a Pieve di Teco, 15 sul col di Nava, 14 a Monesi, dove il pullman ci “sbarca” e dove troviamo in nostra attesa alcuni soci del Cai sanremese, presidente Mirella in testa, che ci accompagneranno nel nostro cammino. E indossano tutti abiti pesanti…
-C’è un po’ di vento…- dicono –ma camminando ci si riscalda…-
Sarà…
Partiamo tutti assieme e risalite per un tratto le piste da sci, ci portiamo sul versante che conduce alla cima. Non è un percorso faticoso e lo compiamo a ranghi quasi compatti, seguendo gli amici del Cai ligure. Nessuno corre, neppure i “pié veloce”, tutti obbedendo agli ordini del capogita che si era espresso in modo categorico.
-Star tutti dietro l’Adriano! Che no se perda qualchedun… -
Peccato che il cielo sia grigio e l’arietta sia frizzante… il che ci induce a mantenere un buon passo e circa a mezzogiorno siamo al Rifugio Sanremo, graziosa costruzione di proprietà della sezione sanremese, aperto per l’occasione proprio per noi. E menomale! Perché mangiare il pranzo al sacco all’aperto, al freddo e tra la nebbia che ci circonda, non sarebbe stato l’optimum. Invece così siamo al coperto e possiamo perfino gustare un buon caffè che le solerti socie sanremesi preparano per noi.
Al momento di rimetterci in cammino, ecco che incontro sulla mia strada la Provvidenza, nelle vesti del buon Pierino che mi presta la sua giacca a vento grazie alla quale sono pronta ad affrontare anche bufere polari…
Qualche foto di gruppo, bene intabarrati e via. Ci attende un’altra salitella lungo la cresta per raggiungere dapprima la sommità con la statua del Redentore, quindi, pochi minuti più tardi, la cime vera e propria del Saccarello con la stele commemorativa di un gruppo di alpini morti travolti da una valanga. Di qui dovremmo godere di vasti panorami, sui versanti italiano e francese, fino al Monviso e alla Costa Azzurra, ma questo, ahimé, rimane un pio desiderio… Nebbia, nebbia e null’altro che nebbia…
La sosta è perciò brevissima, giusto il tempo per un canto corale ed un’ultima foto di gruppo, quindi la discesa verso Monesi, in “direttissima” lungo il tracciato delle piste da sci. Un “bel” percorso, ideale per chi avesse le ginocchia sofferenti…
Comunque scendiamo e man mano perdiamo quota si dirada pure la nebbia, cosicché, quando un paio d’ore più tardi siamo a Monesi e all’unico locale aperto, siamo perfino accolti da qualche timido sprazzo di sole.
Una breve cerimonia di saluto con i rappresentanti del Cai di Sanremo, con scambio del gagliardetto sezionale, quindi non ci resta che risalire in pullman per il lungo rientro verso l’hotel.
E nel giardino dell’albergo, dopo un’ottima, ultima cena, si elevano alti i canti degli alpinisti trentini in trasferta, tra un brindisi e l’altro, mentre la sottoscritta e le altre tre compagne di camminata ripercorrono ancora una volta le strade della Sanremo by night…
Martedì 9 giugno.
Si parte. Sistemati i bagagli nell’apposito vano del pullman, un ultimo sguardo alle splendide ortensie e alla coloratissima bouganville del giardino dell’hotel, prendiamo posto a bordo e Walter è pronto alla partenza.
Con noi c’è Marco, l’altra guida sanremese che ci ha accompagnati nei giorni precedenti, assieme a Sara, il quale ci condurrà stamattina a visitare alcuni piccoli centri, prima del pranzo conclusivo in un agritur della zona.
Ripercorriamo così le vie di Sanremo, ascoltando le ampie spiegazioni del nostro cicerone che ci fa osservare eleganti ville e armoniosi giardini e nel giro di una mezz’ora siamo a Taggia, la prima meta odierna.
Un giro per il centro storico, la visita ad alcune chiese sempre accompagnati da interessanti annotazioni ed è già ora di risalire sul pullman per recarci a Badalucco, dal curioso nome…
Anche qui visitiamo il centro storico, ammiriamo la chiesa principale, il museo della ceramica, attraversiamo un caratteristico e antico ponte di pietra, quindi ci rechiamo all’antico oleificio di Panizzi Gio Batta, detto “Cicin”, dove siamo accolti da un piccolo buffet di degustazione dei prodotti della casa. Pesto, patè d’olive, pomodori secchi sott’olio, olive taggiasche accompagnati da buon pane casereccio. Una vera bontà a cui facciamo onore…
E dopo la visita al frantoio c’è la possibilità di acquistare dei prodotti ed ecco i satini uscire dall’edificio recante ciascuno qualche squisitezza da portare a casa. Per non parlare del consorte che esce addirittura con scatolone ricolmo…
Poi, l’ultima fatica della giornata, il pranzo alla locanda “Le Macine del Confluente”, un posto magnifico, alla periferia di Badalucco, dove possiamo degustare un pranzo sopraffino che resterà a lungo nella memoria dei partecipanti al viaggio…
Sono le 15.30 quando, sazi e pienamente soddisfatti, ripartiamo alla volta di Trento. Un viaggio lungo, con l’imprevisto di una coda di circa 13 km in autostrada causata da un incidente fra tir e “l’accoglienza”, una volta giunti nella pianura padana di una serie di temporali che ci accompagneranno fin quasi alle porte di casa, dove giungiamo quando sono quasi le 23.
E tra festosi saluti ed un pizzico di malinconia, si ritorna alla vita quotidiana… In attesa di un’altra vacanza…
P.S. L’husband, sempre amante della macchina fotografica, ha “pubblicato” sul sito della Sat circa 190 fotografie del viaggio.
Se qualcuno volesse vederle, l’indirizzo è il seguente:
categoria:amici, escursioni, vacanza






















































