venerdì, 24 ottobre 2008

Per la serie “Vite vissute”, ecco il secondo capitolo. Dopo L’incontro, a voi , L’appuntamento. (E poi mi fermerò)

 

Il giovanotto telefonò circa alle 14 del venerdì 15 febbraio.

-Vieni a mangiare una pizza domani sera?-

Non finsi neppure di consultare un’inesistente agenda degli impegni e la mia risposta fu immediata. Certamente sarei andata. C’erano dubbi?

-Sì, volentieri-

Ci accordammo così per ora e luogo dell’incontro e per tutto il pomeriggio e la giornata successiva, non riuscii a non pensare all’appuntamento. Andai perfino dalla parrucchiera, per una veloce piega, in modo da presentarmi al meglio e scelsi con cura l’abbigliamento. Oddio, non che avessi una gran scelta, una povera maestrina di doposcuola che guadagnava giusto due lire, non aveva certo armadi di grande spessore. Non ascoltai neppure i consigli dell’allora amica L, con la quale mi ero incontrata qualche ora prima dell’Evento.

-Non illuderti- mi aveva ripetuto, (quasi un mantra quelle due parole) -tanto è anche più giovane di te- (o almeno così credeva, essendo stata in classe con la di lui sorella…)

E venne l’ora. Il luogo scelto dal giovanotto per quel primo incontro fu una pizzeria, oggi non più attiva, nel centro di Trento, dove prendemmo posto ad un tavolo d’angolo. Il giovanotto mi parve più bello che mai, con quei capelli sottili e un po’ lunghi che gli scendevano sulla fronte, lo sguardo franco e sorridente, che mi guardava come se fossi unica. Indossava un maglione di casalinga fattura, a righe dai colori alternati, blu quelle più larghe, rosso tenue e beige le più sottili e altro non ricordo del suo abbigliamento. Certo, non posso dimenticare il montgomery nocciola, dagli ampi alamari e con cappuccio un po’ fratesco, che lo accompagnò per qualche inverno e che poi finì nelle profondità di qualche armadio della casa paterna.

Ordinammo. Io, una pizza di qualche tipo, lui un piatto di insalata di riso. E parlammo, in attesa delle pietanze, mentre mangiavamo, dopo mangiato. Parlammo soprattutto di noi stessi, parole leggere e scelte con cura, parole per conoscerci. Scoprii che l’amica L. mi aveva parlato del  “fratello sbagliato” della compagna, essendo il giovanotto più vecchio di me di due anni, che era il primogenito di sette figli, che sbarcava il lunario arrabattandosi con lavoretti di ogni genere mentre finiva la facoltà di sociologia. Scoprii che aveva girato mezza Europa in autostop, che era stato in Sud America per lavorare alcuni mesi in una missione, che era stato per anni negli scout, e più parlava, più capivo quanto fosse in gamba.

Ma, nello stesso tempo cominciai ad essere assillata da un dilemma: che fare, al momento del conto? Lasciar pagare lui o fare alla romana? Avevo appena saputo che di soldi non doveva averne più di tanti, non che fossi “ricca” io, ma alla fine di ogni mese, almeno fino alla fine di maggio, quei quattro soldi mi sarebbero entrati in tasca. Non avrei però voluto che si offendesse se avessi chiesto di dividere il conto… Del resto allora era normale che fossero i cavalieri a pagare le consumazioni, ma non potevo neppure far finta di niente e lasciargli l’onore e l’onere di offrirmi la pizza, sapendo che ….

Insomma, gira e rigira, era un bel problema….

-Andiamo?-

-Certo-

Ci alzammo, indossammo i nostri cappotti e ci avviammo verso la cassa. Il giovanotto davanti ed io dietro di lui.

-Duemila lire- disse la cassiera. Lui trasse il portafoglio di tasca, estrasse una banconota da diecimila lire e pagò. Prese il resto e lo stava riponendo, quando io gli allungai mille lire. La mia parte.

-Mi pare che … questa sia…. la mia parte…-

-Sì, grazie- e lui le prese.

Le prese e le ripose insieme alle altre, mentre io esalavo un silenzioso sospiro di sollievo. L’istinto mi aveva suggerito la mossa giusta.

 

Qualche mese più tardi, una sera il giovanotto mi disse che quel mio gesto gli aveva fatto capire che potevo essere la ragazza “giusta” per lui, compatibile cioè con le sue finanze.

Ed io allora pensai ai casi della vita, a come il destino possa dipendere da fatti così semplici e banali. Mille lire!! “Conquistato” con mille lire!

postato da: cautelosa alle ore 07:25 | Permalink | commenti (39)
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