Con l’arrivo di ottobre è cominciata anche la stagione dei “corsi”, mattutini, pomeridiani e serali, di tutte le tipologie. Basta un po’ di buona volontà e di tempo libero e non c’è che l’imbarazzo della scelta, talmente ampia che bisognerebbe avere settimane di 10 giorni o giorni di 24 ore. Un po’ eccessivo, direi.
Qualche anno fa, diciamo prima dell’era Euro, tanto per datare, anch’io caddi nella tentazione.
Sul banco degli avvisi della nostra scuola, infatti, circolava un allettante depliant della locale Università Popolare, benemerita associazione che ha tra gli altri, lo scopo di “educazione permanente degli adulti”, il quale illustrava i vari corsi brevi (10-12 ore) dalla stessa organizzati, di cucina, di biedermaier (che allora andava per la maggiore), di pasta e sale e, last but not least, di decorazioni natalizie.
-Decorazioni natalizie, che bella idea!- dissi alla collega Gianna, con cui come ogni mattino stavo scartabellando mesta la montagna di avvisi scolastici, quando il depliant ci finì tra e mani.
-Proprio una bella idea. Ci iscriviamo?-
E così, un lunedì sera “approdammo” in una delle grandi aule della suddetta U.P. per la riunione in cui ci avrebbero illustrato i vari corsi, piene di buona volontà e zelo. Con grande sorpresa incontrammo anche Paola, ex collega e allora già felice pensionata, poi conoscemmo altre tre giovani fanciulle anch’esse interessate ed il “Maestro”.
Un istrionico personaggio di età indefinita, ma sicuramente oltre i 50, dalla ricciuta capigliatura un po’ trasandata che fa tanto bohemienne, un tale Paolo qualchecosa che si presentò come Paul Sting (probabilmente secondo lui faceva più “fine”), un vero personaggio, come avremmo avuto modo di conoscere nelle lezioni successive.
Paul si presentò, illustrò le finalità del corso e ci invitò a seguire il nostro estro creativo, raccogliendo ogni tipo di materiale che potesse essere utile alla creazione di ceppi natalizi, il primo degli obiettivi del suo insegnamento (e che rimase anche l’unico).
Paola, Gianna ed io prendemmo i debiti appunti, rivolgemmo le giuste domande, pagammo la quota di £ 120.000 per le 10 ore di lezione e ce ne tornammo a casa già immerse in un’aura artistica.
Ma, come sempre, tra il dire e il fare… e la ricerca di “casuale” materiale artistico si rivelò alquanto difficoltosa, tanto che alla fine preferii recarmi nella vicina fioreria per acquistare rami di agrifoglio e qualche altro sempreverde che mi vide sborsare qualche altra liretta. E che i rami di abete la fioraia me li regalò!
Così cominciammo, un dopocena di dicembre. Mentre attorno al grande tavolo ogni allieva cercava di “assemblare” l’eterogeneo materiale in una artistica composizione, Paul dava il meglio di sé ragguagliandoci, con la sua voce un po’ roca e suadente, sulla propria vita. Egli era un poeta e ci invitò alla lettura delle sue composizioni in un bar “a vocazione artistica”; egli era un pittore e ci invitò all’inaugurazione della sua mostra; egli era un ottimo cuoco e ci rivelò un paio di ricette “segrete”, egli era… era tutto e ancora di più! Era talmente un tuttologo che, qualche anno più tardi, si presentò alla porta di casa mia nelle vesti di dimostratore di aspirapolveri ad alta definizione. Ma allora era ritornato ad essere solo un Paolo ed io non gli ricordai quel passato di insegnante.
Il mio primo centrotavola non fu quel che si dice un capolavoro e fu prontamente criticato dall’Husband che scosse, ridendo, la testa vedendo quella specie di parallelepipedo con spuntoni verdi…
Il secondo esemplare andò decisamente meglio: nel solito parallelepipedo spugnoso avevo stavolta infilato tanti bastoncini che recavano legate caramelle di ogni tipo ed esso fu apprezzato soprattutto dai figli adolescenti tanto che finì i suoi giorni molto prima di Natale, rimanendo con tristi stecchi nudi che si rivolgevano al cielo.
Le ultime due lezioni non furono degne di nota ed il corso finì. Centoventimila lire, senza contare quelle spese per “accessoriare” i centrotavola e risultati, nessuno, degno di nota. Il colmo della “depression” fu quando, passeggiando per il mercatino natalizio, vidi bellissimi ceppi tradizionali con la loro brava candela rossa al centro, le pigne dorate o argentate e un bel nastro rosso al prezzo di…. 30.000£. I più belli!!
-Quattro, ne avremmo comprati!- commentai poi con Gianna, che convenne.
E ancor oggi, basta accennare -e te ricordet el corso dele decorazioni per Nadal?- per farci scoppiare in una sonora risata. Almeno al buonumore, esso era servito!