2 ottobre. Ancor più grigio di ieri. Fa una certa tristezza. Ma ci alziamo leste (chissà perché il plurale.. non mi crederò mica il papa?), pardon, mi alzo lesta, perché ho diverse cose da fare prima dell'appuntamento delle 9.30: la prima lezione di ginnastica. Due ore settimanali di attività fisica, a cui partecipo da più di quindici anni e alle quali cerco di non mancare mai, dato che sono veramente "benefiche".
Ginnastica dolce, tipo stretching, nella piccola palestra a due passi da casa, dove Daniela, la dinamica insegnante, sarà pronta a metterci al lavoro. Già la sento: -Movimenti lenti e controllati. Si inspira e si espira. E adesso la posizione del cammello, (o del toro, sbarra, lachini, candela ecc.ecc.). E le sue allieve, tutte signore suppergiù della mia età, obbedienti e silenziose eseguono. Perché Daniela "esige" silenzio, impegno e buona volontà: giustamente. Non sopporta lamentazioni, né sbuffi, né sospiri di disappunto, tipo -Oh nooo! Ancora! - Perciò, chi la conosce, si comporta "come si deve".
Comunque lei adegua il programma alle reali capacità delle discepole e, anno dopo anno, ritocca, modera, elimina qualche esercizio, dato che, seguendo le leggi della natura, anche le sue signore invecchiano insieme alle loro giunture che, man mano il tempo passa, sempre meno si prestano a movimenti arditi. Così è stata cancellata la postura "sofà" (Dio, che sofferenza!), dimenticato "cane attivo e passivo, limitato solo alle grandi occasioni "aratro". E mai nessuna si è lamentata di ciò.
E siccome anche a me succede di trovare qualche difficoltà in più ogni anno che passa (l'anno scorso la mia bestia nera è stata la posizione del "toro"), sono curiosa di scoprire dove incontrerò adesso i maggiori ostacoli....
Quindi, non mi resta che attendere: la prova è vicina. E poi vi saprò dire.
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