domenica, 21 settembre 2008
Finalmente una domenica promettente sotto il profilo meteo e sarà forse per questo che all'ormai consueto appuntamento delle 6 mattutine si presentano tutti i 53 iscritti, riempiendo il pullman in ogni ordine di posti.
La meta odierna è ancora una volta l' Alto Adige, precisamente il paese di Acereto, nella valle di Tures, da dove partiremo per una lunga traversata che ci porterà in valle Aurina con la salita alla cima del monte Fumo.
Capogita è il mio amato Husband che mi ha riservato l'alto incarico di chiudere la fila, fungendo da "spazadora", compito per il quale non conosco rivali. Infatti, scesi dal pullman e calzati gli scarponi, mentre i piè veloci partono con il consueto passo di carica, io, ligia alle direttive ricevute, conquisto l'ultima posizione che non mollerò mai, se non per qualche breve tratto, fino alla fine della salita.
Così risaliamo un fitto bosco seguendo il sentiero che si inerpica deciso, fino alla capanna Schlafhauser che sorge solitaria al limitare della vegetazione; una rapida sosta, prima di affrontare un più facile percorso che alternando tratti pianeggianti ad altri in salita, ci conduce a passo Kleines.
 monte fumo 1Ora è d'obbligo una sosta per ammirare la vastità del panorama che ci circonda: il verdeggiante fondovalle con i piccoli, ordinati centri abitati, le imponenti montagne dalle pareti rocciose e là in fondo, fin dove lo sguardo si può spingere, le lontane cime delle Dolomiti. Un vero spettacolo naturale. E che importa se il sole che prima brillava sovrano ora è un pallido ricordo, che importa se l'aria si sta facendo sempre più frizzante, quando si è circondati da simili paesaggi?
Poi, il silenzio in cui stiamo camminando viene rotto da un improvviso scalpiccio e dal leggero crepitio di arbusti spezzati e un branco di camosci appare alla nostra vista, allontanandosi a grandi e agili balzi verso il bosco  sottostante.
Adesso siamo nella vasta vallata della Pojenalm: dobbiamo dapprima scendere quindi risalire l'altro versante lungo esili tracce che compagni più veloci stanno già percorrendo, minuscole macchie colorate che ammiriamo da lontano. Scendiamo, risaliamo e nel giro di poco tempo siamo al Colle di Sassalto, con l'imponente sfilata delle Alpi Aurine sullo sfondo.monte fumo 2
L'arietta frizzante ora si è trasformata in vento freddo che ci costringe ad indossare tutto quanto di pesante portiamo nello zaino; e ben ricoperti continuiamo il nostro percorso, di nuovo saliscendi, tutta una serie di up and down con qualche tratto attrezzato con fune metallica per superare roccette un po' esposte.
-Ma quanto è lunga!- riflette qualcuno.
Già. E che vuoto allo stomaco! Guardo l'orologio: sono le 13. Altro che vuoto, questa è fame!
Finalmente, buona ultima assieme ad Ariella, compagna di avventura, giungo alla forcella ai piedi della cima del monte Fumo, sulla quale già sono assisi gli altri.monte fumo 3
-La cima è vicina- dico. Ci sono meno di cento metri di dislivello, ma né Ariella né io abbiamo intenzione di continuare la salita, per cui ci fermiamo e passiamo a rifocillare lo stomaco, sempre più impaziente di cibo.
Intanto, uno dopo l'altro, gli audaci escursionisti scendono dalla vetta, Husband compreso  e a gruppo riunito, rimaniamo alla forcella in un allegro clima conviviale prima di affrontare la lunga discesa verso la valle Aurina.monte fumo 5
Lunga e almeno per me, impegnativa, specialmente nel primo tratto, quando dobbiamo camminare lungo un sentiero sassoso dal fondo non sempre stabile, che mi costringe ad osservare con attenzione ogni pietra sulla quale poso il piede. Finalmente la discesa si fa più clemente, e dopo essere passati accanto ad un grazioso laghetto alpino, raggiungiamo alcune malghe ed un grande locale, una specie di tavola calda, dove i nostri hanno la possibilità di trovare appetitosi generi di conforto sempre graditi dopo una lunga giornata di cammino.
Purtroppo questo versante della valle Aurina è caratterizzato da moderne piste da sci, profonde ferite che  deturpano  il territorio, per non parlare degli impianti di risalita, moderne brutture, simulacri dello sfruttamento di zone prima incontaminate.
Brutti certo, ma comodi, come l'ovovia che ci permette di risparmiare 500 metri di discesa e circa  un'ora di cammino, poiché sette ore di attività motoria possono essere più che sufficienti!
Così, chi a piedi, chi con moderni mezzi, tutti giungono a Cadipietra, dove il pullman ci sta aspettando. Ed il mezzo riparte alla volta di Trento con qualche decina di minuti di ritardo, con il suo carico di escursionisti stanchi ma felici e con gli amanti della musica decisi ad allietare le orecchie dei presenti con un repertorio canoro quale non si sentiva da tempo. (Quando si dice l'arte!)


postato da: cautelosa alle ore 21:44 | Permalink | commenti
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