Oggi è stata una domenica un po’ così….
Niente gita, annullata per eccesso di neve e marcato pericolo di valanghe, quindi c’è il tempo per dedicarsi a più tranquille e talora dimenticate incombenze, almeno nei propositi.
E invece il mattino trascorre un po’ pigramente, con ritmi più rallentati e senza combinare un granché, la lettura dei giornali, un paio di faccenduole di quelle “indispensabili” ed è già ora di dedicarsi alla preparazione del pranzo. Oggi non devo scervellarmi le meningi perché, essendo in casa l’appassionato di cucina, gli cedo senza colpo ferire lo scettro del comando, dedicandomi invece alla… bassa manovalanza.
Insisto invece per due passi nel primo pomeriggio, approfittando di una leggera schiarita che apre le nubi ed i cuori, afflitti e “inumiditi” da queste costanti precipitazioni…
La meta è il vicino lago di Caldonazzo, dove giungiamo quando sono quasi le 15. Parcheggiamo nei pressi del lido e ci mettiamo in moto, pensando di camminare lungo il lago fino al confinante centro di Calceranica. Pia illusione, la nostra! Gran parte delle spiagge sono sommerse dalle onde che si abbattono incessanti sulla riva, mosse dal vento che sta soffiando inclemente. Il pallido sole di poc’anzi è già sparito, coperto dalle solite nubi ed è piuttosto freschetto, il che ci induce ad assumere un passo sostenuto mentre percorriamo la strada che costeggia il lago. E’ un paesaggio un po’ triste quello che ci circonda, una sfilata di bassi edifici chiusi che attendono la stagione turistica per animarsi e, due passi più in là la massa grigia che sembra confondersi con il cielo. C’è comunque diversa gente in giro, persone di ogni età, comprese giovani famigliole con bambini per mano, che corrono o in carrozzina, numerosi anche i cani, rigorosamente al guinzaglio; tutti che cercano di approfittare della tregua concessa dal maltempo, evidentemente.
La nostra breve passeggiata circumlacuale si conclude alla cosiddetta Punta della Giare, alla foce del torrente Mandola che qui “scarica” acque e detriti ghiaiosi, in estate affollata di tende e bagnanti piena di rumori e colori, oggi solitaria penisola erbosa cullata dal continuo sciabordio delle onde lacustri.
Una brevissima sosta per osservare lo specchio d’acqua e le montagne che contornano, lontane, l’opposta sponda e torniamo sui nostri passi.
Un’altra mezz’ora di cammino e siamo alla macchina: la passeggiata è finita e non ci resta che tornare a casa. Non prima di una sosta a casa dei cognati Adriana e Giorgio per un caffè e quattro chiacchiere ed è già sera.
Poi il ritorno, la cena, un po’ di blog, “il” Fabio Fazio e “la” Luciana Litti e la giornata è andata.
Ed i compiti di inglese per domani sera? Ahimé, sono ancora da svolgere!!
P.S. niente foto, quest’oggi, dato che l’Husband non ha portato la macchina con sé….