mercoledì, 10 giugno 2009

Quattro giorni di vacanza trascorsi velocemente e poi il ritorno a casa, alla consuetudine e ai doveri quotidiani.

Tre “lavatrici” già stese e in parte asciugate, pronte per la stiratura, una valigia (aperta) che fa bella mostra di sé nel corridoio dell’ingresso ancora da svuotare, scarponi da pulire…

E per fortuna non ci sono souvenir a cui trovare una sistemazione su qualche ripiano della già colma libreria, a meno che tali non si considerino gli acquisti di prodotti alimentari tipici, le olive taggiasche, un po’ d’olio, due vasetti di pesto e di pomodorini essiccati e sott’olio…

 

Questo è il rovescio della medaglia: all’eccitazione del partire, alla scoperta di posti nuovi, alla gioia dello stare assieme e del condividere momenti gioiosi, si contrappone i ritorno alla routine di sempre.

Un prezzo che vale la pena pagare…

Ed il resoconto di questa trasferta in terra di Liguria? Al più presto, al più presto…

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categoria:casa, vacanza, ritorno, doveri
domenica, 08 febbraio 2009

Oggi è stata una domenica un po’ così….

Niente gita, annullata per eccesso di neve e marcato pericolo di valanghe, quindi c’è il tempo per dedicarsi  a più tranquille e talora dimenticate incombenze, almeno nei propositi.

E invece il mattino trascorre un po’ pigramente, con ritmi più rallentati e senza combinare un granché, la lettura dei giornali, un paio di faccenduole di quelle “indispensabili” ed è già ora di dedicarsi alla preparazione del pranzo. Oggi non devo scervellarmi le meningi perché, essendo in casa l’appassionato di cucina, gli cedo senza colpo ferire lo scettro del comando, dedicandomi invece alla… bassa manovalanza.

Insisto invece per due passi nel primo pomeriggio, approfittando di una leggera schiarita che apre le nubi ed i cuori, afflitti e “inumiditi” da queste costanti precipitazioni…

La meta è il vicino lago di Caldonazzo, dove giungiamo quando sono quasi le 15. Parcheggiamo nei pressi del lido e ci mettiamo in moto, pensando di camminare lungo il lago fino al confinante centro di Calceranica. Pia illusione, la nostra! Gran parte delle spiagge sono sommerse dalle onde che si abbattono incessanti sulla riva, mosse dal vento che sta soffiando inclemente. Il pallido sole di poc’anzi è già sparito, coperto dalle solite nubi ed è piuttosto freschetto, il che ci induce ad assumere un passo sostenuto mentre percorriamo la strada che costeggia il lago. E’ un paesaggio un po’ triste quello che ci circonda, una sfilata di bassi edifici chiusi che attendono la stagione turistica per animarsi e, due passi più in là la massa grigia che sembra confondersi con il cielo. C’è comunque diversa gente in giro, persone di ogni età, comprese giovani famigliole con bambini per mano, che corrono o in carrozzina, numerosi anche i cani, rigorosamente al guinzaglio; tutti che cercano di approfittare della tregua concessa dal maltempo, evidentemente.

La nostra breve passeggiata circumlacuale si conclude alla cosiddetta Punta della Giare, alla foce del torrente Mandola che qui “scarica” acque e detriti ghiaiosi, in estate affollata di tende e bagnanti piena di rumori e colori, oggi solitaria penisola erbosa cullata dal continuo sciabordio delle onde lacustri.

Una brevissima sosta per osservare lo specchio d’acqua e le montagne che contornano, lontane, l’opposta sponda e torniamo sui nostri passi.

Un’altra mezz’ora di cammino e siamo alla macchina: la passeggiata è finita e non ci resta che tornare a casa. Non prima di una sosta a casa dei cognati Adriana e Giorgio per un caffè e quattro chiacchiere ed è già sera.

Poi il ritorno, la cena, un po’ di blog, “il” Fabio Fazio e “la” Luciana Litti e la giornata è andata.

Ed i compiti di inglese per domani sera? Ahimé, sono ancora da svolgere!!

 

P.S. niente foto, quest’oggi, dato che l’Husband non ha portato la macchina con sé….

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categoria:casa, marito, domenica, passeggiata
sabato, 20 settembre 2008
Mentre a Napoli si festeggia il miracolo di S.Gennaro, molto più a nord, nella ridente città di Trento, c'è una moglie che grida al miracolo: è Cautelosa, il cui Husband oggi pomeriggio ha imbiancato il bagno! Urrah!
Il dado è tratto. Mancano solo altri tre vani più cucina e corridoio. Penso che ce la faremo.
postato da: cautelosa alle ore 21:39 | Permalink | commenti (6)
categoria:casa, marito, miracoli
lunedì, 15 settembre 2008
Probabilmente l'Husband ed io apparteniamo geneticamente alla categoria dei "procrastinatori", cioè di coloro che senza magari rendersene conto, hanno interiorizzato il motto "non fare oggi quello che puoi fare domani, ancor meglio se si può rimandare a domani l'altro"; se poi fossimo di nobile stirpe, avremmo certo scritto sullo stemma di famiglia "cras, non hodie".
Infatti non riesco a capire perché molti dei nostri buoni propositi spesso rimangano tali e non si concretizzino in atti concreti.
Mi spiego meglio.
E' da lungo tempo che avremmo la necessità di cambiare gli infissi delle finestre di casa nostra, che poi sono quattro, non essendo propriamente il nostro domicilio assimilabile a Buckingham Palace, per evitare quei deliziosi spifferi invernali che se poi Putin o chi per lui ci taglia le forniture di gas, faticheremmo assai a combattere con il normale riscaldamento.
-Husband, gli infissi!-  Breve frase nominale che sottintende un intero, lungo discorso.
-Certo, wife, li faremo-
L'avremo ripetuto per almeno tre primavere, poi giungeva l'estate, quindi l'autunno, poi l'inverno e non vorrai mica metterti a fare lavori di questo tipo quando è freddo? E se l'artigiano, puta caso, sbaglia qualcosa? Rimaniamo al freddo e al gelo come nella capannuccia di Betlemme?
-Husband, gli infissi!- (mese di marzo 2008)
-Certo, cara-
E adesso siamo in settembre, giorno 15. L'estate pare se ne sia andata, la temperatura si è abbassata e ancora nessun artigiano è stato contattato. Se sarà un inverno freddissimo, indosseremo maglioni più pesanti ed i calzerotti di lana e le mutande di flanella. Non saremo tanto sexi, ma chi se ne importa? Almeno saremo caldi!

Altro tema scottante, la tinteggiatura.
L'Husband è un abile "pittore" (qui da noi, l'imbianchino è normalmente chiamato "pitor"), che ha sempre tinteggiato by himself la nostra dimora in tutti i 32 anni del nostro matrimonio. Dapprima con scadenze più ravvicinate, poi, da quando i figli sono cresciuti, con intervalli di tempo assai più ampi.
Ora ce ne sarebbe davvero bisogno.
-Husband, e piturar?-
-Certo, wife, lo farò-
Quando? Ve lo farò sapere più avanti!

postato da: cautelosa alle ore 08:40 | Permalink | commenti (5)
categoria:casa, marito