Questa settimana ho cambiato “parrocchia”. Ho lasciato gli audaci alpinisti della Sat alle loro imprese mirabolanti che domani (oggi 1 febbraio, per chi legge) li vedranno sgambettare su e su per le montagne della valle di Fleres per poi scendere giù e giù lungo ripidi pendii e mi sono aggregata ad un più moderato gruppo, quello degli “Amici della Montagna”, per una riposante giornata sulla neve, in una delle più belle vallate dell’Alto Adige, la val Casies, che si apre con ampi pendii a nord-est della val Pusteria. Siamo molto numerosi, a bordo di due pullman, chi munito di ciaspole, chi degli sci da fondo e molti, la maggior parte… dei soli scarponi, perché quassù le strade forestali sono ben battute e percorribili senza problemi con le sole calzature invernali. E con me, nonostante conosca molti dei presenti, per questa “prima volta” c’è anche l’Husband, che questo fine settimana farà l’en-plein.. Una passeggiata, oggi e l’impresa, domani.
L’ora della partenza è fissata per le 7.30, ma il pullman si mette in moto con quasi venti minuti di ritardo, grazie ad una gentil donzella che stamane deve aver avuto problemi con la sveglia…e finalmente lasciamo Trento e il suo cielo grigio. Il viaggio è lungo e lunga è la sosta caffè in un locale della Pusteria, con i due poveri baristi costretti a saltare di qua e di là per rispondere alle richieste di tutti e finalmente siamo a S.Maddalena, nel grande parcheggio nei pressi del quale si dipartono gli itinerari suggeriti per la giornata.
Sono già passate le 10.30, quando ci mettiamo in marcia, a gruppi più o meno numerosi verso quelle che sono le mete prescelte. Qui, in val Casies le condizioni meteo sono splendide: cielo azzurro, con scarse e sfilacciate nubi biancastre, sole che regna sovrano, temperatura accettabile. Con il consorte e una decina di altri ciaspolatori ci incamminiamo lungo i bordi della pista da sci che con moderata pendenza scende fin quasi al parcheggio, a quest’ora affollata da moltissimi mini-sciatori che sfrecciano impavidi sui loro minuscoli sci….
-Sarebbe una pista adatta anche a te- mi dice l’Husband ed io lo guardo perplessa. Possibile che non sappia ancora che a me vanno bene solo piste da discesa modello “pianura padana”? Però i piccoli atleti sono un bello spettacolo da vedere e li guardo sorridendo mentre cammino. La prossima volta che nasco, mi dico, allora imparerò, fin da piccola!
Poi raggiungiamo la forestale e nel silenzio della natura, risalgo con l’amato consorte verso la malga Ascht, dove intendiamo consumare il nostro pranzo. Il percorso è facile, la salita moderata, non fa freddo ed è un piacere camminare nel silenzio della natura. Attorno a noi, grandi conifere con i rami ancora colmi di neve che di tanto in tanto cade a terra con soffocati, leggeri tonfi e ogni tanto, quando il bosco si apre, è d’obbligo uno sguardo alle alte, innevate montagne che spiccano candide nel blu del cielo.
Ed eccoci in un grande spazio aperto, dove spiccano diverse baite e più in alto, la Ascht Alm, con il tradizionale, lungo vessillo bianco-rosso che ondeggia nella leggera brezza del mezzogiorno. La raggiungiamo e prendiamo posto ad uno dei tavoli della terrazza che si affaccia sulla vallata, in attesa di gustare i tipici piatti del menu che il giovane e allegro gestore ci propone, scherzoso e sorridente. E nel giro di pochi minuti siamo alla prese con le nostre pietanze che assaporiamo con appetito e in un’atmosfera di calda convivialità. Ma stare seduti, pur nel sole del primo pomeriggio, non è il massimo per il “benessere termico”, soprattutto quando qualche dispettosa nube si fa largo nel cielo, perciò, verso le 14, decidiamo di riprendere la strada verso S.Maddalena.
Ciaspole di nuovo sotto gli scarponi e via, ripercorrendo a grandi passi il tragitto del mattino, con una bella andatura che ci permette in poco più di un’ora di essere al pullman.. Qualcuno, invece, senz’altro più audace, ascolta i consigli del gestore e si lancia in una direttissima nel bosco verso il fondovalle. Ma a che pro, mi domando, mettere a repentaglio ginocchia e caviglie? Per giungere un quarto d’ora prima, forse? E attendere là? La forestale ti permette di camminare più a lungo, senza problemi di sorta e con minore fatica…
A S.Maddalena il sole sta ancora dominando tutto l’ampio fondovalle e sulla “facile” pista ci sono ancora decine e decine di piccoli sciatori che osservo con tenerezza e un pizzico d’invidia, lo confesso. Ce ne sono di piccolissimi, con il casco, come dice l’Husband, che è più grande di loro! E come si divertono!
Ma ci siamo divertiti pure noi, con questa facile e gratificante camminata, proprio l’ideale per la sottoscritta e con questa convinzione prendo posto sul pullman, accanto al consorte che, non appena il mezzo si mette in moto, cade in un profondo sonno… dogmatico, perciò, dopo un po’, lo lascio al suo riposo e mi sposto vicino a qualcuno con cui posso conversare un po’….
Ce ne torniamo così a Trento, soddisfatti e contenti. E per la cronaca, mi sono già “prenotata” per la prossima uscita, sabato 14, sull’altopiano di Villandro.









